La
mia idea del fare arte parte da un approccio elementare e alimentare
delle energie che ci compongono.
La visione è per me il primo e il più importante
stadio nel costruire forme e figure.
L'istinto è l'altro elemento che predomina il mio costruire:
come il lampo che illumina uno spazio.
Il mio rapporto con la storia è discontinuo e segue una
dinamica mitizzante: bisogno senza bisogno del passato.
Il mio rapporto con la geografia è invece legato soltanto
alle possibilità di colloquio: tradizione - persone -
ambiente.
Non credo assolutamente alle cose con un pre - ordine: l'uomo oltre che
il creativo è artefice della sua storia.
Mescolare e non stravolgere le simbologie che ci circondano, ci aiuta a
creare possibilità di lettura o rilettura del nostro
presente; un percorso di riflessione costante e successivo all'azione e
al cammino dell'opera nel suo insieme.
Io sono essenzialmente uno scultore.
Sempre +o- gli stessi quesiti sul vuoto e sul pieno, sull'aggiungere e
sul togliere, sul dare forma ed essenza al lavoro.
Io amo il suono.
La molla che spinge il mio istinto è l'aspetto sonoro dello
spazio:
spazio ambientale forse, spazio mentale anche.
Sono un curioso.
La curiosità è per me la componente essenziale
del tutto:
da un lato l'annullarsi come soggetto per andare incontro alle cose,
dall'altro la possibilità di vedere quanto di ciò
che all'esterno sta all'interno del mio pensare.
(Carlo
Fatigoni)
mail:faticarte@gmail.com